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Spam update settembre 2026: come capire se ti ha colpito prima di toccare il sito

Il rollout dura fino a due settimane e Google non manda avvisi. Prima di cambiare qualcosa serve una diagnosi: ecco come farla in Search Console, come riconoscere un sito violato e dove passa il confine per i contenuti scritti con l'IA.

Il 24 settembre 2026 Google ha avviato lo spam update di settembre 2026, e già nel primo fine settimana gli strumenti di monitoraggio hanno registrato forti oscillazioni nei posizionamenti. Se il tuo sito sta perdendo traffico, la tentazione è di mettere mano a tutto subito. È la mossa sbagliata: prima serve capire se il calo dipende davvero dall'aggiornamento, e per farlo basta Search Console, a rollout concluso.

La risposta breve

Per capire se lo spam update ti ha colpito, aspetta la fine del rollout (concluso l'8 ottobre) e un'altra settimana. Poi confronta in Search Console una settimana successiva con quella dal 17 al 23 settembre. Se clic e impression calano su tutto il sito o su pagine simili, senza errori tecnici né azioni manuali, è il segnale più probabile.

Aggiornamento 8 ottobre 2026

Secondo il Search Status Dashboard, come riporta Search Engine Roundtable, il rollout si è concluso l'8 ottobre alle 10:37 ora italiana, dopo due settimane, con tre ondate di volatilità: 25-27 settembre, 30 settembre e 4-6 ottobre. Da venerdì 23 ottobre circa puoi confrontare la settimana 15-21 ottobre con quella 17-23 settembre. Cosa fare dopo la diagnosi lo spieghiamo nella guida al recupero da spam update Google.

01Cosa sappiamo davvero dello spam update di settembre 2026

Google ha annunciato l'aggiornamento sul suo Search Status Dashboard con due righe: vale per tutti i paesi e tutte le lingue, e il rollout può durare fino a due settimane. Non ha detto quali pratiche colpisce, né quanti siti o quante ricerche coinvolge.

La durata è il dato più interessante. Gli spam update del 2026 si erano chiusi in poche ore o pochi giorni: quello di marzo in 19 ore e mezza, quello di giugno in 2 giorni, quello di agosto in 2 giorni e 16 ore. Due settimane sono la durata che Google annuncia di solito per i core update, non per un aggiornamento antispam. John Mueller di Google lo ha confermato: questa volta probabilmente ci vorrà più tempo di alcuni dei precedenti.

02Spam update o core update: perché la differenza cambia cosa devi fare

Un core update ricalibra il modo in cui Google valuta la qualità e l'utilità dei contenuti: se perdi posizioni, spesso qualcun altro ha semplicemente risposto meglio di te. Uno spam update fa un'altra cosa: migliora i sistemi automatici antispam, tra cui SpamBrain, il sistema basato su IA con cui Google riconosce le pratiche vietate dalle sue norme. Se ti colpisce, di solito il messaggio è che per Google una parte del sito viola una regola.

C'è un'eccezione che pochi spiegano: se i sistemi annullano il valore dei link di spam che puntano al tuo sito, anche link che non hai comprato tu, perdi le posizioni che quei link ti davano senza aver violato nulla. In quel caso non c'è niente da "riparare": quel vantaggio è semplicemente perso.

Due conseguenze pratiche. La prima: non arriva nessuna notifica. Il declassamento automatico non compare in Search Console; solo le azioni manuali, decise da un revisore umano, vengono segnalate nel rapporto dedicato. La seconda: riscrivere i testi per renderli "più belli" non serve. Serve eliminare la pratica che viola le regole, e poi aspettare. Google lo scrive chiaramente nella pagina dedicata agli spam update: i miglioramenti possono essere riconosciuti quando i sistemi automatici imparano, "nell'arco di alcuni mesi", che il sito rispetta le norme.

Dopo un core update la domanda è "chi ha risposto meglio di me?". Dopo uno spam update è "quale regola sto violando?".

03Come capire in Search Console se lo spam update ti ha colpito

Questa è la procedura che usiamo per separare l'effetto dell'aggiornamento dal rumore di fondo. Per leggere i dati basta qualsiasi accesso a Search Console; per chiedere una revisione dei problemi di sicurezza serve essere proprietario o utente con accesso completo.

Errore comune

Guardare la posizione media e basta. È una media: se Google smette di mostrarti per centinaia di query secondarie, la posizione media può perfino migliorare mentre il traffico crolla. Clic e impression, pagina per pagina, sono i numeri che contano.

04Che calo è? Il criterio per decidere cosa fare

Con i dati raccolti al punto precedente puoi ricondurre quasi ogni calo a uno di questi cinque casi. Ognuno richiede un intervento diverso, e confonderli è il modo più rapido per perdere mesi.

Se hai un hotel, un ristorante o un'attività di servizi, considera anche un'altra possibilità: da settembre, in Europa, Google sta cambiando la pagina dei risultati per adeguarsi al Digital Markets Act, con blocchi dedicati a portali e fornitori diretti. Come distinguere questo effetto da un calo di ranking lo spieghiamo in cosa cambia con Google e il DMA per le imprese locali.

05Il rischio che le PMI sottovalutano: il sito violato

Tra le norme antispam di Google c'è una voce di cui si parla poco: i contenuti compromessi, cioè pagine, link o redirect inseriti da qualcuno che è entrato nel tuo sito senza permesso. Per Google non conta che tu sia la vittima: il sito ospita spam, e viene trattato di conseguenza.

Prendiamo uno scenario tipico: uno studio professionale di Bergamo con un sito vetrina fatto anni fa, un CMS e dei plugin mai aggiornati, una password semplice. Sono le porte d'ingresso più comuni. A volte basta anche meno, come un file di configurazione con la password FTP caricato per sbaglio sul server, che dei bot trovano in automatico. Chi entra spesso non tocca la home: aggiunge centinaia di pagine in una cartella nascosta, spesso in giapponese o piene di parole legate a farmaci e scommesse, visibili solo a Googlebot. Il titolare non vede nulla, Google sì.

Cinque controlli: i primi tre puoi farli tu oggi, gli altri due chiedili a chi gestisce il sito.

Se trovi qualcosa: elimina le pagine spam (devono rispondere con errore 404 o 410, non essere solo nascoste), cambia tutte le credenziali e, se il rapporto Problemi di sicurezza segnalava un problema, chiedi una revisione dopo la pulizia. È il tipo di intervento che rientra nella SEO tecnica, e va fatto prima di qualsiasi lavoro sui contenuti: ottimizzare un sito violato non porta risultati.

06Spam update e intelligenza artificiale: contenuti scritti con l'IA e citazioni nelle risposte

La norma che fa più discutere è quella sull'abuso di contenuti su larga scala (scaled content abuse). Nelle norme antispam Google la definisce come la produzione di molte pagine con lo scopo principale di manipolare il ranking, e cita esplicitamente l'uso di strumenti di IA generativa per creare pagine "senza aggiungere valore per gli utenti". Il criterio quindi non è lo strumento: è il rapporto tra quantità e valore.

Nelle piccole aziende il rischio non riguarda quasi mai migliaia di articoli. Riguarda cose più banali: trenta pagine "servizio + città" identiche tranne il nome del comune, che Google tratta come pagine doorway (create solo per intercettare varianti di ricerca), oppure decine di articoli generati e mai riletti. Una regola semplice per capire da che parte stai: se togli il nome della tua azienda, la pagina potrebbe stare sul sito di chiunque? Una pagina generica non è di per sé spam, ma se ne produci decine con lo stesso schema entri nel territorio delle norme.

Vale lo stesso per la competenza. Una pagina che dimostra esperienza diretta, dati verificabili e un punto di vista, cioè i segnali descritti nella nostra guida all'E-E-A-T, difficilmente viene considerata "contenuto in serie", anche se per scriverla hai usato un assistente. Da ottobre 2026 Google chiede anche di verificare a mano ogni testo prima di pubblicarlo: come fare la revisione lo spieghiamo nell'articolo su contenuti generati con IA e Google.

Il secondo lato riguarda AI Overview, AI Mode e chatbot. Google è esplicito: per comparire come fonte in AI Overview o in AI Mode una pagina deve essere indicizzata e idonea a comparire nella Ricerca con uno snippet, nel rispetto delle norme della Ricerca. Non esistono requisiti aggiuntivi. Vale anche il contrario: non esiste un canale separato. Se un sistema antispam esclude le tue pagine dai risultati, le perdi anche come fonti delle risposte generate da Google, e se le declassa è logico aspettarsi che vengano citate meno.

Per ChatGPT, Perplexity e gli altri assistenti il discorso è diverso, perché usano indici e criteri propri. Un declassamento su Google non si trasferisce in automatico. È però ragionevole aspettarsi che le stesse caratteristiche che fanno scattare i filtri antispam, come pagine fotocopia e testi senza fonti né autore, rendano un sito meno credibile anche come fonte da citare. Lavorare sulla visibilità nei motori generativi e sulla risposta diretta alle domande parte dalla stessa base: pagine che vale la pena leggere.

07Cosa ne pensiamo

La durata di questo rollout fa pensare che Google abbia toccato più componenti del solito: è un'ipotesi, perché Google non l'ha spiegato. Le prime osservazioni indicano un impatto più ampio degli spam update di inizio anno. Per una PMI, però, il rischio più grande in queste due settimane non è l'aggiornamento: è la reazione sbagliata. Riscrivere tutto il sito, cancellare pagine in blocco o rinnegare centinaia di link mentre i dati ancora oscillano significa sommare problemi nuovi a quello che c'era.

Il nostro consiglio: aspetta la fine del rollout, fai la diagnosi con la procedura sopra e intervieni solo sulla causa che trovi. Diffida di chi promette di "togliere la penalizzazione" in pochi giorni: per i declassamenti automatici Google stessa parla di mesi, e nessun servizio può accorciare quei tempi. Chi non è stato toccato ha comunque un buon motivo per agire adesso: controllare sicurezza del sito e pagine fatte in serie costa poco, e toglie di mezzo i due rischi più comuni prima del prossimo aggiornamento.

→In sintesi

Lo spam update di settembre 2026 è iniziato il 24 settembre e si è concluso l'8 ottobre. Non manda notifiche, non dice cosa colpisce e non si "ripara" in fretta. Una cosa però è certa: colpisce pratiche vietate dalle norme antispam, non la qualità generica dei testi. Aspetta la fine, confronta le settimane giuste in Search Console, escludi problemi tecnici, stagionalità e sicurezza, e solo dopo decidi.

FAQLe domande più frequenti sullo spam update

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