Il recupero dopo uno spam update di Google arriva togliendo dal sito la pratica che viola le norme e lasciando ai sistemi automatici il tempo di accorgersene. Da oggi si può cominciare sul serio: secondo il Search Status Dashboard, come riporta Search Engine Roundtable, lo spam update di settembre 2026 ha finito il rollout l'8 ottobre, dopo due settimane. Da oggi i dati di Search Console smettono di riflettere un aggiornamento in corso.
Dopo uno spam update non arriva nessuna notifica e non esiste una richiesta di riconsiderazione, salvo le azioni manuali. Si individua la norma violata, la si elimina su tutto il sito e si aspetta: secondo Google correggere può aiutare se i sistemi automatici imparano, "nell'arco di alcuni mesi", che il sito rispetta le norme. Il valore perso per link di spam non torna.
01Lo spam update di settembre 2026 è concluso: le date che servono
Google ha avviato l'aggiornamento il 24 settembre alle 9:15 ora del Pacifico (le 18:15 in Italia) e, secondo Search Engine Roundtable, ha aggiornato il dashboard indicando il rollout come completato l'8 ottobre, alle 4:37 ora della costa est (le 10:37 in Italia). Vale per tutti i paesi e tutte le lingue. Google non ha detto quali pratiche siano state prese di mira né quante ricerche siano state toccate, e in un post su LinkedIn lo ha definito "a normal spam update". La durata però è insolita: secondo la cronologia di Schwartz gli spam update del 2026 si erano chiusi in uno-tre giorni, questo ne ha richiesti quattordici, come quelli di ottobre 2023 e marzo 2024.
Schwartz ha individuato tre ondate di volatilità negli strumenti di monitoraggio: 25-27 settembre, 30 settembre e 4-6 ottobre. È una lettura sua, che presuppone l'assenza di altri aggiornamenti nello stesso periodo. Queste date servono a una cosa concreta: attribuire il calo. Se in Search Console i clic di un gruppo di pagine scendono a gradino in uno di questi intervalli, l'aggiornamento è il sospettato principale. Se il calo comincia il 15 settembre o il 12 ottobre, la causa va cercata altrove.
Come leggere i dati l'abbiamo spiegato nell'articolo su come capire se lo spam update di settembre 2026 ti ha colpito; qui ci occupiamo di quello che viene dopo la diagnosi.
02Recupero da spam update Google: perché non è una penalizzazione da "togliere"
Nel linguaggio comune si parla di "penalizzazione", ma ci sono due meccanismi diversi e la strada per il recupero cambia del tutto.
- Declassamento automaticoÈ l'effetto di uno spam update. Lo decidono i sistemi automatici antispam di Google, tra cui SpamBrain, basato sull'IA. Non compare in Search Console, non ha un interlocutore e non prevede una richiesta di riesame. Si esce quando i sistemi rilevano che la violazione non c'è più.
- Azione manualeLa decide un revisore. Compare nel report Azioni manuali con il tipo di problema; dopo la correzione si invia la richiesta di riesame, che secondo Google può richiedere "diversi giorni o settimane".
Per il primo caso la pagina di Google sugli spam update dice tre cose. Chi vede un cambiamento deve rivedere le norme antispam. Correggere le violazioni può aiutare se i sistemi automatici imparano, "nell'arco di alcuni mesi", che il sito le rispetta. E quando un aggiornamento neutralizza link di spam, i benefici che quei link davano non si recuperano.
Un'eccezione recente riguarda l'abuso della reputazione del sito (contenuti di terzi ospitati per sfruttare l'autorevolezza di un dominio). Secondo le norme antispam, aggiornate il 2 settembre 2026, per questa violazione Google invia una notifica nel report Azioni manuali e nel Centro messaggi, e nello Spazio economico europeo c'è una procedura di ricorso con tempi di risposta brevi. Per i declassamenti automatici legati alle altre norme non arriva nessuna notifica.
Come si concilia "alcuni mesi" con i tempi mostrati da Gary Illyes a Barcellona (secondo i resoconti dell'evento), che indicavano 1-2 settimane come tempo tipico per l'effetto di uno spam update, di cui abbiamo parlato nell'articolo sui tempi di indicizzazione? La nostra lettura: 1-2 settimane è quanto impiega il declassamento ad applicarsi; per il percorso inverso servono la riscansione delle pagine corrette e la conferma, ripetuta nel tempo, che il comportamento è cambiato.
03Cosa fare dopo uno spam update: la procedura settimana per settimana
La procedura che usiamo. La lettura dei dati la può fare chi ha accesso a Search Console; gli interventi dal punto 3 in poi vanno decisi insieme a chi gestisce il sito.
- 1 · ConfermaRifai la diagnosi descritta nell'articolo sullo spam update di settembre 2026 con le date definitive. Da venerdì 23 ottobre circa (Search Console ha 2-3 giorni di ritardo) confronta giovedì 15 - mercoledì 21 ottobre con giovedì 17 - mercoledì 23 settembre, e cerca un calo a gradino di clic e impressioni nelle tre finestre del rollout.
- 2 · ModelloRaggruppa le pagine perse per modello (schede, pagine città, articoli del blog, sezione ospitata). Spesso il calo si concentra su un modello di pagina; se invece è su tutto il sito, la violazione è probabilmente trasversale (link, sito violato, reputazione).
- 3 · NormaAssocia il gruppo a una norma antispam con la tabella del punto 04. Se non trovi nessuna violazione plausibile, fermati: è possibile che il calo venga da link di spam ignorati o da un altro fattore, e intervenire a caso fa più danni.
- 4 · CorrezioneCorreggi tutto il gruppo, non un campione. Annota la data in un file condiviso: tra tre mesi servirà per leggere i dati.
- 5 · RiscansioneAggiorna la sitemap e, per le pagine più importanti, usa Controllo URL. Le pagine eliminate devono rispondere 404 o 410.
04Quale norma hai violato? Il criterio per decidere l'intervento
Le norme antispam sono sedici. Per una PMI quelle che contano quasi sempre sono cinque. Il criterio: se il calo è concentrato su X, la norma probabile è Y e l'intervento è Z.
- Pagine "servizio + città"Abuso di doorway. Decine di pagine quasi identiche con il nome del comune cambiato. Si accorpano in poche pagine con contenuto proprio (per esempio una per area servita con referenze, tempi e casi reali) e le altre si eliminano o si reindirizzano alla pagina accorpata.
- Articoli o schede in serieAbuso di contenuti su larga scala. Testi generati in massa, con l'IA o in altro modo, senza valore aggiunto. Si tengono e si riscrivono davvero solo quelli che hanno un motivo per esistere; gli altri si eliminano. Ritoccare i titoli non basta.
- Sezione di terziAbuso della reputazione del sito. Codici sconto, articoli sponsorizzati o recensioni di prodotti scritti da altri e lontani dal tema del sito. Si rimuovono o si escludono dall'indice; qui la notifica in Search Console di solito c'è.
- Link compratiLink di spam. Si smette di comprarli. Il valore già perso non torna, quindi l'unico recupero possibile passa da contenuti e link ottenuti in modo legittimo.
- Pagine che non hai creatoContenuti compromessi. Il sito è stato violato: i controlli e la pulizia sono descritti nell'articolo sulla diagnosi, alla sezione sul sito violato.
Distingui bene i piani: la qualità generica dei testi non è materia di spam update ma di core update, con altri criteri, come spiegato nell'articolo sui contenuti generati con IA secondo Google. Se il calo è iniziato fuori dalle finestre del rollout e non trovi nessuna delle cinque situazioni sopra, quasi certamente stai guardando il problema sbagliato.
05Quanto ci vuole per recuperare da uno spam update e come capirlo
Google non dà un numero oltre ad "alcuni mesi", e non promette che il traffico torni ai livelli di prima: se una parte delle visite veniva da pagine che violavano le norme, quella parte non deve tornare. Per questo il recupero va misurato con un piano, non a sensazione.
- Ogni 4 settimaneConfronta il gruppo di pagine corretto con la settimana pre-update (17-23 settembre), sempre partendo dallo stesso giorno della settimana. Guarda prima le impressioni: è probabile che si muovano prima dei clic, perché la pagina deve tornare a comparire prima di essere cliccata.
- Gruppo di controlloTieni d'occhio una sezione non toccata dall'aggiornamento. Se scende anche quella, è cambiato qualcos'altro (stagionalità, un core update, la pagina dei risultati).
- CalendarioAnnota sul file le date degli aggiornamenti successivi pubblicati sul Search Status Dashboard: un miglioramento a gradino in una di quelle date è il segnale che cerchi.
- Dopo 3-4 mesiSe il gruppo corretto non si muove, rivedi la diagnosi del punto 04 invece di aggiungere modifiche.
Nel nostro lavoro vediamo spesso il contrario: un sito che cambia testi, struttura e link ogni due settimane, e dopo tre mesi non sa più quale intervento abbia prodotto cosa. Meglio una correzione completa e datata, poi solo misura.
06Gli errori che rallentano il recupero
- Aspettare il core updateCircola l'idea che dopo uno spam update si risalga solo al core update successivo. La pagina di Google parla di sistemi automatici che imparano nel tempo, non di una data. Aspettare il core update come unico momento di verifica fa perdere mesi di lettura dei dati.
- Disavow a tappetoSecondo la guida di Google sul rifiuto dei link lo strumento serve solo se hai molti link artificiali e questi hanno causato, o probabilmente causeranno, un'azione manuale. Google avverte che, usato male, può danneggiare il sito.
- Riesame senza azione manualeIl pulsante "Richiedi esame" esiste solo nel report Azioni manuali. Se il report è vuoto, non c'è nessuno a cui chiedere. Se invece un'azione c'è, leggi come gestire un'azione manuale Google e scrivere la richiesta di riesame.
- Cambiare dominioSpostare lo stesso sito su un dominio nuovo senza togliere la causa porta con sé il problema, e le norme di Google elencano tra le pratiche sanzionabili anche quelle pensate per aggirare le norme stesse.
- Correggere a metàSistemare dieci pagine città su cento lascia il modello in piedi. Per le azioni manuali Google lo scrive esplicitamente: risolvere solo alcune pagine non garantisce un reintegro parziale. Per i declassamenti automatici, il ragionamento non è diverso.
Due scenari tipici. Una PMI manifatturiera di Dalmine con 100 pagine "lavorazioni CNC a [comune]" create anni fa: il calo da 25-27 settembre è concentrato lì. Si accorpano in cinque pagine per tipo di lavorazione, con macchine, tolleranze e settori serviti, e il resto si reindirizza. Uno studio di commercialisti di Treviglio che a primavera ha pubblicato ottanta articoli generati e mai riletti: si tengono i dieci che rispondono a domande vere dei clienti, riscritti da chi segue la materia, e gli altri si eliminano. In entrambi i casi l'intervento si fa una volta, completo, e poi si misura. È il tipo di lavoro che rientra nella SEO tecnica quando tocca struttura e redirect, e nella consulenza SEO quando bisogna decidere cosa tenere.
07Spam update e risposte IA: cosa si perde oltre al ranking
Per AI Overview e AI Mode Google usa il proprio indice: la documentazione sulle funzionalità IA chiede che una pagina sia indicizzata e idonea a comparire con uno snippet. È ragionevole aspettarsi che pagine declassate dai sistemi antispam vengano usate meno anche come fonti delle risposte, e che i due recuperi vadano di pari passo. ChatGPT, Perplexity e Claude non dipendono dai sistemi antispam di Google, quindi uno spam update non si trasferisce a loro in modo diretto; ma cento pagine uguali o ottanta articoli generici sono anche il tipo di contenuto che un motore generativo ha meno motivi di citare. Accorpare e riscrivere per Google è lo stesso lavoro che serve per l'ottimizzazione per i motori generativi.
08Cosa ne pensiamo
Due settimane di rollout e tre ondate fanno pensare a un aggiornamento più ampio dei precedenti del 2026, anche se Google lo ha definito "a normal spam update": è un'ipotesi. Per chi è stato toccato conta di più che le correzioni comincino adesso, complete, e che non vengano cambiate ogni settimana.
Consigliamo di diffidare di due tipi di offerta che si trovano facilmente cercando "recupero penalizzazione": i servizi che promettono di "togliere la penalizzazione" in pochi giorni e le pulizie di link a pagamento senza un'azione manuale da risolvere. Nel primo caso non c'è nessuno a cui chiedere la revoca; nel secondo, la guida di Google dice che alla maggior parte dei siti lo strumento non serve.
→In sintesi
Lo spam update di settembre 2026 si è chiuso l'8 ottobre. Da fine ottobre confronta in Search Console la settimana 15-21 ottobre con quella dal 17 al 23 settembre, cerca un gradino nelle finestre 25-27/9, 30/9 o 4-6/10, individua il modello di pagina colpito e la norma violata, correggi tutto il gruppo in una volta e misura ogni quattro settimane. Il recupero richiede mesi, e il valore dei link di spam non torna.
FAQDomande frequenti sul recupero dopo uno spam update
-
→Lo spam update di settembre 2026 è finito?
Sì. Google lo ha avviato il 24 settembre 2026 e, secondo Search Engine Roundtable, il Search Status Dashboard lo indica come completato l'8 ottobre 2026. Il rollout è durato circa due settimane, molto più degli spam update precedenti del 2026.
-
→Quanto tempo serve per recuperare da uno spam update?
Google parla di alcuni mesi: correggere la violazione può aiutare se i sistemi automatici imparano, nel tempo, che il sito rispetta le norme antispam. Non c'è una data fissa e il traffico non torna per forza ai livelli di prima, soprattutto se una parte veniva da pagine non conformi.
-
→Si può inviare una richiesta di riconsiderazione dopo uno spam update?
Solo se c'è un'azione manuale nel report Azioni manuali di Search Console. I declassamenti automatici degli spam update non generano notifiche e non prevedono un riesame: l'unica strada è correggere la violazione e aspettare che i sistemi la rilevino.
-
→Bisogna aspettare il prossimo core update per recuperare da uno spam update?
No. La pagina di Google sugli spam update parla di sistemi automatici che imparano nell'arco di alcuni mesi, non di una data legata a un core update. Conviene misurare il gruppo di pagine corretto ogni quattro settimane.
-
→Devo usare lo strumento di rifiuto dei link dopo uno spam update?
Di solito no. Google lo indica solo per chi ha molti link artificiali che hanno causato, o probabilmente causeranno, un'azione manuale, e avverte che usato male può danneggiare il sito. Se lo spam update ha neutralizzato link di spam, il valore che davano non torna comunque.
-
→Cambiare dominio aiuta a uscire da uno spam update?
No. Se la causa resta, il problema si sposta con il sito, e le norme antispam di Google considerano sanzionabili anche le pratiche pensate per aggirarle. Si recupera eliminando la violazione, non cambiando indirizzo.
↗Fonti
- GoogleSearch Status Dashboard: September 2026 spam update
- GoogleGoogle Search spam updates and your site
- GoogleNorme antispam per la Ricerca Google
- GoogleReport Azioni manuali
- GoogleDisavow links to your site
- SERGoogle September 2026 Spam Update Has Finished Rolling Out (8 ottobre 2026)
- SERGoogle September 2026 Spam Update Phase Three Hit October 4 - 6