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Backlink tossici: perché quasi sempre vanno ignorati e quando il disavow serve davvero

A fine ottobre 2026 John Mueller ha risposto a chi riceveva link spam ogni giorno: se sono link spam casuali, lui li ignorerebbe. È la stessa linea che Google ripete da anni, mentre molti strumenti continuano a contare i "link tossici". Il disavow serve a chi ha costruito link artificiali, non a chi li subisce.

I backlink tossici sono i link verso il tuo sito che uno strumento SEO giudica dannosi: casinò, farmacie online, siti copiati, directory automatiche, domini con estensioni esotiche. Il rapporto dello strumento li segna in rosso, a volte con una percentuale, e la conclusione sembra ovvia: vanno eliminati con il disavow di Google. Nella maggior parte dei casi è una conclusione sbagliata, e in qualche caso fa più danni dei link stessi.

La risposta breve

Se i link spam arrivano da siti che non conosci e non hai mai pagato, Google di norma li ignora e non serve fare nulla. Il disavow serve davvero solo se hai un'azione manuale per link non naturali, o se tu o un fornitore avete comprato o scambiato link che non riuscite a far rimuovere.

01Cosa ha detto Mueller (Google) a fine ottobre 2026 sui link spam

Il 29 ottobre Search Engine Roundtable ha ripreso una discussione su Reddit: un utente riceveva ogni giorno nuovi backlink spam, che Semrush mostrava e Search Console no. La risposta di Mueller è stata: "I wouldn't anchor on whether Search Console shows them, but if these are random spammy links on the web, I'd just ignore them".

La prima metà della frase ricorda che il rapporto Link di Search Console mostra un campione dei link, non l'elenco completo: alcuni URL vengono omessi, per esempio se puntano a pagine non indicizzate o sono duplicati. Un link che manca dal rapporto non è un link che Google non conosce. La seconda è la posizione di sempre: nel 2024 Mueller aveva scritto, sempre su Reddit e riportato da SER, che "il concetto di link tossici è inventato dagli strumenti SEO perché tu li paghi regolarmente", e a dicembre 2024 aveva definito il disavow dei link tossici segnalati dagli strumenti "a billable waste of time", una perdita di tempo che però si fattura.

Negli stessi giorni, in un'intervista a David Iwanow ripresa da SER, Mueller ha parlato delle scorciatoie per posizionarsi, come i contenuti scalati con l'IA: ci torniamo nella sezione 05, perché riguarda chi i link li compra.

02I backlink tossici danneggiano davvero il sito? Il meccanismo

Per capire perché Google li ignora bisogna partire da come tratta i link. Un link da un altro sito è un segnale di fiducia che entra nel posizionamento, ed è da sempre il segnale più manipolato. Dal 2012 al 2016 Penguin era un filtro che poteva abbassare un intero sito per un profilo di link artificiali: per questo nel 2012 è nato il disavow, lo strumento per dire a Google "non considerare questi link".

Con Penguin 4.0, nel settembre 2016, Google ha cambiato approccio. L'annuncio, citato da Search Engine Roundtable, diceva che Penguin "now devalues spam by adjusting ranking based on spam signals, rather than affecting ranking of the whole site": svaluta lo spam invece di penalizzare il sito. Un link spam riconosciuto non porta valore e non toglie valore. È il motivo per cui ricevere link da cento siti di casinò, di norma, non sposta niente: quei link sono rumore che Google scarta.

Resta un caso in cui i link fanno male davvero: l'azione manuale, cioè la penalizzazione decisa da un revisore di Google, che compare in Search Console. Le norme antispam di Google definiscono il link spam come la creazione di link verso o da un sito "primarily for the purpose of manipulating search rankings": compravendita di link che passano valore, scambi eccessivi, programmi automatici, articoli sponsorizzati con link non qualificati. Sono tutte cose che si fanno, non che si subiscono. Per questo la guida di Google al disavow lo riserva a chi ha un numero considerevole di link spam o di bassa qualità e questi hanno causato, o probabilmente causeranno, un'azione manuale. La stessa pagina dice che la maggior parte dei siti non ne ha bisogno e che, usato in modo sbagliato, può danneggiare il rendimento del sito nella Ricerca.

Anche Bing è arrivato alla stessa conclusione: a settembre 2023 ha annunciato sul blog di Bing Webmaster Tools la rimozione del suo strumento di disavow, spiegando che i suoi sistemi distinguono ormai i link naturali da quelli innaturali e scartano questi ultimi senza toccare i primi.

03Perché gli strumenti SEO segnalano link tossici che Google ignora

I punteggi di "tossicità" degli strumenti sono stime: ognuno usa la propria formula (estensione del dominio, testo del link, numero di link in uscita, somiglianza con reti note) e la applica ai link che il proprio crawler ha trovato. Non sanno quali link Google ha già scartato, né se esiste un'azione manuale. Nel nostro lavoro vediamo che due strumenti diversi danno quasi sempre elenchi diversi, e nessuno dei due coincide con il rapporto di Search Console.

Questo non li rende inutili. Sono utili per vedere il profilo dei link e i concorrenti. Il punto è la conclusione che se ne trae. Gli errori che vediamo più spesso:

Una sfumatura che le guide italiane non riportano: la pagina di aiuto del rapporto Link suggerisce ancora di rifiutare i siti spam sconosciuti "if all else fails", ma poco sotto dice che Google "typically will ignore the links" dei siti spam noti. Per decidere ci atteniamo alla guida al disavow, che è più restrittiva.

04Cosa fare in pratica: quando ignorare e quando fare il disavow

La decisione si prende in quest'ordine. I primi due passi li può fare il titolare con l'accesso a Search Console; dal terzo in poi serve chi segue la SEO del sito, perché bisogna conoscere la storia dei link.

Se il file serve, conviene sapere alcune regole tecniche che causano più errori dei link stessi. Tutte vengono dalla guida di Google:

Due scenari dalla provincia

Un negozio di articoli sportivi di Seriate riceve da settembre centinaia di link da domini .xyz con testi in cinese, e lo strumento SEO segna il 30% del profilo come tossico. Nessuna azione manuale, nessun link mai comprato: si ignora. Un'impresa edile della bassa bergamasca, invece, scopre che l'agenzia precedente ha pubblicato quaranta articoli a pagamento con link "ristrutturazioni Bergamo" senza alcuna qualifica: qui si chiede la qualifica o la rimozione, e il resto va nel disavow.

Resta la zona grigia: lo spam è tanto, viene quasi tutto da pochi domini o estensioni e il titolare non dorme tranquillo. A marzo 2026 Mueller, riportato da SER, ha scritto su Bluesky che chi è in dubbio e vuole stare sicuro può usare il file di disavow senza problemi, che si può rifiutare anche un'intera estensione se il grosso arriva da lì (una sintassi che la guida ufficiale non documenta), e che "the disavow file is a tool, not a religion". Noi lo accettiamo con una condizione: righe domain: solo per domini palesemente spam, controllati a mano, mai l'esportazione intera di uno strumento.

Controlla anche dove puntano i link spam. Se arrivano su URL della ricerca interna o su pagine che non hai creato tu, il problema non sono i link ma le pagine spam che il tuo sito genera e che Google può indicizzare. È il caso descritto nell'articolo sulle pagine spam indicizzate, e lì si interviene sul sito, non con il disavow.

05Link spam e visibilità su ChatGPT, Gemini e AI Overview

La documentazione di Google sulle funzioni IA dice che non ci sono requisiti aggiuntivi per comparire in AI Overview e AI Mode: la pagina deve essere indicizzata e idonea a comparire nella Ricerca con uno snippet, e le buone pratiche SEO restano valide. È ragionevole dedurne che un link spam che Google scarta non pesi sulla presenza in AI Overview più di quanto pesi sul posizionamento classico. Vale lo stesso per Bing, che alimenta Copilot e scarta da solo i link innaturali.

Per ChatGPT, Perplexity e Claude conta un'altra cosa: essere citati in fonti che quei sistemi leggono e considerano affidabili. È ragionevole pensare che un link da un sito di scraper non abbia alcun ruolo, perché quel sito non è una fonte che un modello sceglierebbe di citare. Qui il rischio vero è un altro: comprare menzioni e link in articoli e classifiche "i migliori di Bergamo" per farsi citare dalle IA. Sono link artificiali con un nome nuovo, e quando non sono qualificati come sponsorizzati rientrano nel link spam delle norme di Google. Mueller, nell'intervista citata, ha detto che le scorciatoie che oggi funzionano finiscono per essere riconosciute dai sistemi, e secondo la sintesi di SER ha invitato a chiedere ai consulenti che promettono risultati straordinari cosa fanno davvero. Ne abbiamo scritto nell'articolo sul GEO black hat.

06Cosa ne pensiamo

Per una PMI che non ha mai comprato link, il controllo dei backlink tossici si riduce a un'occhiata alle Azioni manuali ogni tanto e a un controllo del rapporto Link dopo un calo inspiegato. Un servizio mensile di "pulizia" per un sito così è un costo senza beneficio, e un disavow fatto sui punteggi di uno strumento può togliere proprio i link che lo sostenevano.

Diverso è il caso di chi ha alle spalle anni di link building comprato a pacchetti. Lì il disavow è uno strumento serio, va preparato a mano e documentato, e va fatto prima che arrivi un'azione manuale, non dopo. Quando un'azienda arriva da noi per una consulenza SEO con un elenco di "link tossici" in mano, la prima domanda che facciamo non riguarda i link: chiediamo cosa è stato comprato negli ultimi anni e da chi.

Il tempo risparmiato va speso dove i link si guadagnano, come i siti di fornitori e la stampa locale: sono gli stessi segnali che aiutano a essere menzionati dai motori generativi, e sono il cuore della SEO locale per le imprese del territorio.

→In sintesi

I backlink tossici di cui parlano gli strumenti SEO, nella grande maggioranza dei casi, sono link spam che Google svaluta da solo dal 2016 e che Bing scarta senza bisogno di disavow. Se non hai un'azione manuale e non hai mai comprato o scambiato link, si ignorano.

Il disavow serve con un'azione manuale per link non naturali o con link artificiali creati da te o da un fornitore che non riesci a far rimuovere; il file va scritto a mano, mai esportato in blocco da uno strumento.

FAQDomande frequenti sui backlink tossici

↗Fonti

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