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GEO black hat: le scorciatoie per farsi citare dalle IA che ora sono vietate

Reti di siti finti indipendenti, recensioni inventate e testo nascosto per i modelli non si possono più vendere come zona grigia. Google li tratta come spam anche nelle risposte generative e Anthropic ne vieta la produzione con Claude: prima di comprare un pacchetto GEO, sappi cosa stai comprando.

Ti hanno proposto di "farti comparire su ChatGPT" pubblicando decine di articoli su siti che ti nominano come il migliore della provincia, magari con un pacchetto di recensioni incluso? Quello è GEO black hat: l'insieme delle tecniche che cercano di farti citare dalle IA ingannando le fonti da cui Google, ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity costruiscono le risposte. Dal 15 maggio 2026 Google lo tratta come spam anche nelle risposte generative, e l'8 ottobre Anthropic ha annunciato che dal 12 novembre vieterà di usare Claude per produrlo. Qui trovi cosa è vietato, perché queste scorciatoie funzionano per un po' e come riconoscere un'offerta rischiosa.

La risposta breve

Il GEO black hat è l'insieme di tecniche che cercano di farti citare dalle intelligenze artificiali ingannando le fonti: reti di siti finti indipendenti, recensioni e menzioni inventate, testo nascosto rivolto ai modelli, autori falsi. Google le considera spam anche nelle risposte generative e Anthropic ne vieta la produzione con Claude dal 12 novembre 2026.

01Cosa è cambiato: le regole di Google e Anthropic sul GEO black hat

Il GEO (Generative Engine Optimization) è il lavoro per farsi trovare e citare dai motori generativi, cioè dai sistemi che rispondono con un testo invece che con una lista di link. Lo spieghiamo per esteso nella guida cos'è il GEO. Nel 2026 le regole sulla sua versione ingannevole sono diventate esplicite:

Un esempio concreto di ciò che la nuova sezione vieta è nel report di Anthropic di settembre 2026 sugli abusi: una rete di circa 70 siti di notizie inventati, con almeno 8.913 articoli in circa 20 lingue. Secondo Anthropic gli articoli erano pensati per aumentare l'autorevolezza dei siti sui motori di ricerca. Account e organizzazione sono stati bloccati.

Attenzione alla differenza: la regola di Google riguarda i siti e chi la viola rischia la visibilità nella Ricerca; quella di Anthropic riguarda chi usa Claude, si applica all'account e non stabilisce come Claude sceglie le fonti quando risponde.

02Perché manipolare le risposte dell'IA funziona, per un po'

Google spiega nella pagina sulle funzionalità IA della Ricerca che AI Overview e AI Mode usano il query fan-out: il sistema scompone la domanda in più ricerche correlate, su sottoargomenti e fonti diverse, e raccoglie le pagine utili per ciascuna. È probabile che gli altri assistenti con ricerca web lavorino in modo simile. Il GEO black hat sfrutta soprattutto due debolezze di questo meccanismo, più una terza che riguarda gli assistenti stessi.

Perché "per un po'"? Perché i vuoti di dati si riempiono e le reti lasciano tracce riconoscibili, come template uguali, testi riformulati e domini registrati negli stessi mesi. Anthropic, nel caso dei 70 siti, dice di aver introdotto nuovi metodi di rilevamento basati sulle «firme comportamentali» della rete, senza specificare quali.

03Quali tecniche di GEO black hat sono vietate, e da quale regola

L'errore più comune è pensare che il GEO sia un territorio nuovo dove le norme della SEO non valgono. Ecco le tecniche proposte più spesso, con la regola che le riguarda.

Poi c'è una zona grigia: la pagina "i 5 migliori [servizio] a Bergamo" sul proprio sito, con la propria azienda al primo posto. Google non l'ha nominata nelle norme, quindi non la chiamiamo spam. Ma è proprio la tecnica del test della BBC, e secondo noi è ragionevole aspettarsi che diventi un bersaglio.

04A chi interessa davvero

Interessa soprattutto alle PMI che ricevono offerte "GEO" a pacchetto: hanno meno strumenti per valutarle e più da perdere, perché un sito con dieci anni di storia e una scheda Google con recensioni vere vale molto più di qualche citazione in ChatGPT. I settori più esposti sono quelli dove la fiducia è il prodotto: studi legali, commercialisti, studi medici e dentistici, imprese edili. Qui un'informazione falsa ripetuta da un'IA fa danni concreti, e Google scrive nella guida sui contenuti utili che per gli argomenti che toccano salute, finanze o sicurezza i suoi sistemi danno ancora più peso all'E-E-A-T, cioè a esperienza, competenza, autorevolezza e affidabilità di chi scrive.

Prendiamo uno scenario tipico. Un'impresa di serramenti di Dalmine riceve questa proposta: trenta articoli su quindici "testate del territorio" che la indicano come la migliore della provincia, cinquanta recensioni in due mesi e la "garanzia" di comparire su ChatGPT entro sessanta giorni. Letta con le regole di oggi: se le testate sono una rete dello stesso fornitore, è il caso che la policy di Anthropic cita come esempio e per Google può essere link spam; se gli articoli non sono dichiarati, i link andavano qualificati come sponsored; le recensioni prodotte su commissione sono vietate dal Codice del consumo; la garanzia non può darla nessuno, perché Google stessa scrive che essere idonei non garantisce di comparire. Il costo che non compare nel preventivo: se la rete viene scoperta, il marchio resta associato a decine di siti spam.

05Cosa fare in pratica: la checklist per valutare un'offerta GEO

La parte A la usa il titolare quando riceve una proposta; la B richiede l'accesso a Search Console e al codice del sito, quindi alcuni controlli li fai tu e altri li chiedi a chi gestisce il sito; la C dice cosa fare invece.

A. Cinque domande da fare al fornitore

Il criterio decisionale è semplice: se una sola risposta tra la 1, la 2 e la 4 è vaga o negativa, non firmare. Se il problema è solo la 5, chiedi di togliere la garanzia dal contratto e di definire invece cosa verrà misurato.

B. Controlli sul tuo sito, se hai già lavorato con qualcuno

Se trovi un'azione manuale nel rapporto Azioni manuali, segui la procedura che abbiamo descritto per la richiesta di riesame: prima si toglie tutto, poi si chiede.

C. Cosa fare invece

Lavorare sulle stesse fonti con materiale vero: pagine che dicono con precisione cosa fai, dove, in quanto tempo; una scheda Google coerente con il sito (è materia di SEO locale); recensioni chieste ai clienti reali; menzioni guadagnate su siti che non controlli. Per verificare la tua presenza nelle risposte puoi usare il test descritto nell'articolo su come farsi consigliare da ChatGPT.

06Cosa cambia per la visibilità su ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity

Su Google il collegamento è diretto: per comparire come fonte in AI Overview o AI Mode una pagina deve essere indicizzata e idonea a comparire nella Ricerca con uno snippet. Un sito rimosso dall'indice per spam non può più essere citato; uno declassato è probabile che perda anche visibilità nelle risposte, perché le fonti vengono pescate dalle stesse ricerche. Per gli altri assistenti la situazione è meno trasparente. Per quanto abbiamo potuto verificare, OpenAI, Perplexity e Anthropic non hanno pubblicato criteri per escludere le fonti manipolate paragonabili alle norme antispam di Google.

Questo non vuol dire che le reti siano al sicuro fuori da Google. Nel caso dei 70 siti, Anthropic scrive di aver condiviso gli indicatori della rete con altre aziende del settore. La nostra ipotesi: la partita si sposta dalle regole al rilevamento, e una rete riconosciuta rischia di perdere le citazioni su più piattaforme insieme.

Una conseguenza pratica: le stesse tecniche si possono usare contro di te, con recensioni negative inventate o finti articoli critici. Controllare periodicamente cosa dicono le IA del tuo marchio, anche con un lavoro di AEO sulle risposte dirette, come spieghiamo nell'articolo sulle informazioni sbagliate in AI Overview, serve anche a questo.

07Cosa ne pensiamo

Per Google le regole del 2026 sono un chiarimento più che un divieto nuovo: reti di siti, testo nascosto e autori inventati erano già trattati come spam o bassa qualità, e le recensioni false erano già vietate dalla legge italiana. La novità è che ora vale in modo esplicito anche quando l'obiettivo è una risposta dell'IA. Per Anthropic, invece, la sezione è nuova, e colpisce chi produce queste campagne con Claude, agenzie comprese.

Il test che usiamo è uno solo: la tecnica funzionerebbe ancora se il modello sapesse chi ha scritto il contenuto e chi l'ha pagato? Se la risposta è no, è GEO black hat e non la facciamo, neanche quando un concorrente sembra trarne vantaggio. Le citazioni ottenute così si perdono quando la rete viene scoperta; le recensioni false e i siti spam associati al marchio restano da ripulire.

Il GEO onesto richiede mesi e nessuno può garantire una citazione, ma lascia all'azienda fonti vere che dicono cose vere su di lei: è il lavoro che facciamo nel servizio di GEO per le PMI.

→In sintesi

Dal 15 maggio 2026 Google considera spam anche i tentativi di manipolare le risposte generative della Ricerca; dal 12 novembre Anthropic vieta di usare Claude per seminare fonti false o finte indipendenti. Le tecniche di GEO black hat sfruttano vuoti di dati, falso consenso e memoria degli assistenti, e funzionano finché la rete non viene scoperta. Prima di firmare un'offerta GEO chiedi dove si pubblica, se è dichiarato e da dove vengono le recensioni.

FAQDomande frequenti

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