Arriva il report dell'agenzia o la mail del tool: metà delle parole chiave sono uscite dalla prima pagina. Prima di riscrivere le pagine o cambiare fornitore, conviene fare una verifica del posizionamento su Google con la fonte giusta. Da settembre 2026, infatti, Google restituisce a una parte delle ricerche automatiche pagine di risultati "avvelenate": complete e dall'aspetto normale, ma con i siti sostituiti da altri. Uno studio di Nozzle su 27,5 milioni di pagine di risultati ne ha misurato la diffusione. Qui trovi i dati, come riconoscere una SERP avvelenata nel tuo report e la procedura per distinguere un calo vero da un errore di misura.
La verifica del posizionamento su Google si fa in Search Console, nel rapporto Prestazioni: filtri la query esatta, imposti paese e dispositivo e confronti due periodi. Se il tool segna un crollo che dura uno o due giorni e impressioni e clic in Search Console restano stabili, è quasi sempre una SERP avvelenata o un errore di rilevazione.
01Cosa sono le SERP avvelenate e quanto sono diffuse
Una SERP è la pagina dei risultati di Google. Nozzle, un rank tracker americano, chiama SERP avvelenate (poisoned SERPs) le pagine che Google restituisce agli strumenti automatici con i risultati organici sostituiti: nessun errore, nessun captcha, un aspetto del tutto normale. "Niente nella pagina lo rivela", scrive Nozzle: "lo rivela la storia di ogni parola chiave".
La differenza con un blocco è decisiva. Se Google rifiuta una richiesta, lo strumento lo capisce e riprova. Se invece risponde con una pagina sbagliata, lo strumento la registra come vera e il tuo report mostra un crollo che non c'è. Nozzle conta come avvelenata una SERP in cui compare meno della metà dei siti abituali per quella parola chiave (quelli presenti in top 10 in almeno il 60% delle rilevazioni tra il 20 agosto e il 9 settembre), che poi tornano in una rilevazione successiva.
- Il campione27,5 milioni di SERP raccolte dai clienti di Nozzle tra il 20 agosto e il 9 ottobre 2026, in 49 paesi, da computer, iPhone e Android. Lo studio è stato pubblicato il 10 ottobre.
- DiffusioneDal 13 settembre è avvelenato l'8% delle SERP, contro lo 0,17% del periodo di riferimento. Tra il 27 e il 29 settembre si arriva a circa una su quattro (24,9%, 26,7% e 27,0%).
- SequenzaDal 13 settembre le richieste a Google cominciano a fallire; dal 20 settembre quelle che passano ricevono pagine avvelenate. Nozzle lo riassume così: "prima bloccati, poi avvelenati".
- Il tuo sitoSulle parole chiave dove il sito monitorato è un risultato abituale, nelle SERP avvelenate esce dalla top 10 nel 58,6% dei casi, contro il 2,7% normale. Una SERP avvelenata conserva il 20,7% dei siti della rilevazione precedente, contro l'88,5% abituale.
- Chi prende il postoReddit passa dal 20,8% al 28,8% delle SERP, Facebook dal 28,3% al 33,8%. YouTube, Yelp e MapQuest invece calano.
- DurataL'80% degli episodi dura una sola rilevazione. Nel 77,9% dei casi i siti abituali tornano entro tre giorni, con una mediana di due giorni.
- Dove colpisceIl settore legale è il più colpito (15,9%, con un picco del 51,3% il 27 settembre), quello degli animali il meno (4,3%). Le ricerche "vicino a me" sono avvelenate all'11,4%, le altre al 7,8%; le ricerche di brand al 5,3%. Tra locali e nazionali non c'è differenza. Nel Regno Unito la quota è del 3,0%, in Austria del 18,8%; lo studio non riporta il dato dell'Italia.
Google non ha commentato. Nozzle interpreta il fenomeno come una risposta di Google allo scraping per l'IA, cioè alla raccolta in massa dei risultati per alimentare risposte generate; Barry Schwartz su Search Engine Roundtable ritiene che i bersagli principali siano i bot IA e i servizi che rivendono risultati di Google, più che gli strumenti SEO. Sono interpretazioni, non conferme. Il dato di fatto è che i rank tracker raccolgono i risultati nello stesso modo, e ne subiscono gli effetti.
Un rank tracker è un software che interroga Google in automatico per una lista di parole chiave e annota in che posizione compare il tuo sito. Le SERP avvelenate si sommano ad altri problemi che i fornitori hanno segnalato nelle stesse settimane:
- Agosto-settembreSecondo la pagina di stato di SISTRIX, dal 27 agosto Google fa passare i link dei risultati attraverso URL di reindirizzamento, che lo strumento deve seguire per capire a quale sito appartengono. Il 16 settembre SISTRIX segnala ulteriori modifiche al modo in cui Google fornisce i risultati e riduce il ritmo di raccolta dei dati.
- 24 settembreAlle 22:10 UTC, secondo l'analisi pubblicata da Morningscore, Google comincia a restituire pagine troncate: meno di 40 risultati invece dei circa 50 richiesti. Lo stesso giorno parte lo spam update di settembre.
- 25-29 settembreMorningscore registra in media 444 uscite dalla top 20 ogni 30 minuti, contro le circa 51 abituali. Al picco, tra il 30 settembre e il 1° ottobre, in mercati come Danimarca e Germania circa il 60% delle ricerche restituiva risultati troncati. Le ricerche fatte da un normale browser Chrome, invece, ricevevano risultati completi.
- 26 settembreSISTRIX scrive che Google "in alcuni casi restituisce risultati incompleti o distorti" e aggiunge un controllo di qualità prima di pubblicare i dati. SEOmonitor riporta lo stesso problema e per il 26 e 27 settembre mostra le posizioni rilevate il 25.
- 1-4 ottobreIl 1° ottobre, verso le 17, la situazione è vicina alla normalità; il 4 ottobre, secondo Morningscore, risultava troncato ancora l'1-2% delle ricerche, un livello vicino a quello precedente all'incidente.
Morningscore misura un fenomeno diverso, le pagine troncate, ma con lo stesso andamento: dei siti spariti, il 74% è tornato in top 20 entro tre giorni e il 92% alla fine è rientrato. Morningscore attribuisce la causa a un trattamento diverso delle ricerche automatiche, ma scrive esplicitamente che "non possiamo dimostrarlo dall'esterno". È un'ipotesi, non un fatto.
Non è la prima volta. A metà settembre 2025 il parametro &num=100, che mostrava 100 risultati in una sola pagina, ha smesso di funzionare, e Google ha risposto a Search Engine Land che "l'uso di questo parametro URL non è qualcosa che supportiamo formalmente". Molti siti hanno visto calare le impressioni in Search Console. L'ipotesi più diffusa, non confermata da Google, è che una parte di quelle impressioni venisse proprio dagli strumenti automatici. Conseguenza pratica: un confronto anno su anno che scavalca settembre 2025 non è omogeneo.
02Perché la posizione in Search Console è diversa da quella del rank tracker?
Per capire di quale numero fidarti serve sapere come nasce ciascuno.
Il rank tracker fa una fotografia: una ricerca, a una certa ora, da un certo luogo simulato, su un dispositivo simulato. Se quella singola pagina di risultati è incompleta, il tool registra "non posizionato" anche se per le persone vere non è cambiato niente. C'è poi un fatto che molti ignorano: nelle norme antispam di Google, il traffico generato automaticamente include esplicitamente lo scraping dei risultati per controllare il ranking senza autorizzazione, e viola anche i Termini di servizio. Ogni volta che Google cambia il modo in cui serve i risultati, la qualità del dato dipende da quanto in fretta il fornitore si adegua.
Search Console invece registra le ricerche reali. Secondo la guida di Google sulle metriche del rapporto Prestazioni, per ogni impressione conta la posizione più alta occupata da un tuo link, e la posizione media è la media di questo valore su tutte le impressioni. Un carosello occupa una sola posizione, e lo stesso vale per un AI Overview: tutti i link al suo interno condividono quella posizione. Gli annunci non contano.
Le conseguenze pratiche sono due. La prima: la posizione media di Search Console non coincide quasi mai con quella del tool, e non deve. Se sei terzo a Bergamo e ottavo in Val Seriana, Search Console ti dà una media pesata sulle impressioni, il tool la posizione del punto da cui simula la ricerca. La seconda: anche la posizione media va letta con giudizio. Se Google smette di mostrarti su query dove eri in quarta pagina, la media migliora anche se non hai guadagnato nulla.
03Verifica del posizionamento su Google in Search Console, passo passo
Questa è la procedura che usiamo quando un cliente ci gira un report allarmante. I primi cinque passaggi li può fare il titolare in autonomia, con l'accesso a Search Console; l'analisi su centinaia di parole chiave, con esportazione dei dati, è lavoro da consulente.
- 1. Il rapportoApri Search Console, poi Prestazioni e Risultati di ricerca. Attiva i quattro riquadri in alto: clic totali, impressioni totali, CTR medio, posizione media.
- 2. Il confrontoDal filtro Data scegli Confronta e metti a confronto due periodi di uguale durata e con gli stessi giorni della settimana, per esempio i sette giorni prima del calo segnalato dal tool e i sette giorni dopo. Escludi gli ultimi due o tre giorni, che possono essere ancora incompleti; se il grafico è fermo da più giorni, prima verifica perché Search Console non aggiorna i dati.
- 3. La queryCon + Aggiungi filtro scegli Query e poi Query esatta per la parola chiave che il tool dà in calo. "Query contenenti" va bene per un gruppo di ricerche simili, per esempio tutte quelle con "commercialista".
- 4. Paese e dispositivoFiltra Paese: Italia e poi guarda separatamente Dispositivo mobile e computer. Alcuni tool tracciano un solo dispositivo per impostazione: controlla quale. Poi guarda prima le impressioni e solo dopo la posizione: se su una query scendi davvero dalla prima alla seconda pagina, le impressioni crollano, perché pochi vanno oltre la prima pagina. Per questo sono il segnale più affidabile.
- 5. La paginaPassa alla scheda Pagine: controlla quale URL compariva prima e quale compare ora. Se è cambiato, il tool può aver registrato un calo mentre Google ha solo sostituito una tua pagina con un'altra tua pagina.
- 6. Il quadroRipeti per le cinque o dieci query che portano più contatti, non per tutte le duecento del report. Il consulente fa lo stesso controllo in blocco esportando i dati, così si vede se il calo è concentrato su una sezione del sito o è sparso.
Per un'attività con sede fisica c'è un livello in più: la mappa. Google scrive nella guida al ranking locale che i risultati dipendono da pertinenza, distanza e notorietà, e che se l'utente non condivide la sua posizione Google usa quello che sa della sua posizione. Una sola ricerca fatta dall'ufficio non dice nulla sul cliente che cerca da Ponte San Pietro. Per il local pack servono strumenti che simulano più punti del territorio, oppure le statistiche del Profilo dell'Attività su Google, che mostrano le ricerche con cui la scheda è stata trovata ma non una posizione. Ne parliamo nel servizio di SEO locale.
04SERP avvelenata o calo vero? Come riconoscerla nel tuo report
Le indicazioni di Nozzle, tradotte in controlli che si possono fare su un report qualsiasi:
- Confronta con la storiaNon confrontare con ieri, che potrebbe essere stato avvelenato anche lui, ma con i siti che stanno di solito in prima pagina per quella parola chiave nelle ultime settimane. Se la prima pagina di oggi è quasi tutta diversa, il sospetto è forte.
- Aspetta tre giorniI cali veri durano. Le SERP avvelenate si risolvono in genere entro tre giorni, con una mediana di due. Un sito che esce dalla top 10 per una rilevazione e poi rientra è più probabilmente vittima dell'avvelenamento che di un cambio di posizionamento.
- Guarda i sostitutiAl posto dei soliti concorrenti compaiono Reddit, Facebook o siti che con la ricerca c'entrano poco. Nell'esempio di Nozzle, per "white label local seo" una SERP del 7 ottobre mostrava un ristorante, siti governativi e un plugin WordPress, con tutti e nove i siti della prima pagina spariti e la paginazione scesa da 10 a 3 pagine.
- Segnali deboliMeno AI Overview, più blocchi di immagini e social, meno pagine di risultati. Nozzle avverte che nessuno di questi segnali basta da solo.
- La provaSearch Console. Se sulle stesse query impressioni e clic non si muovono, il sito non è sparito.
Con i dati di Search Console in mano, la lettura è abbastanza meccanica. Questi sono i casi che vediamo più spesso.
- SERP avvelenata o errore del toolMolte parole chiave crollano lo stesso giorno e risalgono nel giro di pochi giorni; impressioni e clic in Search Console sulle stesse query restano stabili. Cosa fare: niente, se non chiedere al fornitore se ha corretto lo storico.
- OscillazioneUna parola chiave salta dalla prima pagina a "non posizionato" e ritorna, da una rilevazione all'altra. SEOmonitor la descrive come un fenomeno in corso da inizio anno, spesso non visibile in Search Console; è probabile che la media su tutte le impressioni lo attenui. Cosa fare: guardare la tendenza su due o tre settimane, non il singolo giorno.
- Calo veroIl tool segna il calo e, sulle stesse query, Search Console mostra impressioni e clic in discesa per almeno una settimana. Cosa fare: capire la causa prima di intervenire.
- Calo nella finestraIl calo vero è iniziato tra il 24 settembre e l'8 ottobre 2026, cioè durante lo spam update. Cosa fare: seguire la diagnosi descritta in come capire se lo spam update di settembre ti ha colpito e poi il percorso di recupero dopo uno spam update.
- Posizione fermaLa posizione in Search Console non cambia, le impressioni nemmeno, ma i clic scendono. Non è un problema di ranking: sopra di te ora c'è qualcosa che risponde prima del clic, come spieghiamo nell'articolo sul traffico che cala anche se il posizionamento no.
Un esempio tipico. Il settore legale è il più colpito nei dati di Nozzle, ma il meccanismo vale per tutti i professionisti. Prendiamo uno studio di commercialisti di Treviglio che il 30 settembre riceve un report con 18 parole chiave su 25 uscite dalla top 10, tra cui "commercialista Treviglio". In Search Console, filtrando la query esatta e confrontando 17-23 settembre con 1-7 ottobre, le impressioni sono pressoché uguali e la posizione media resta intorno alla terza. È il profilo di una SERP avvelenata o di un errore di rilevazione. Lo stesso studio vede invece calare da settimane le impressioni di "come aprire partita IVA forfettaria", e lì il problema c'è: ma il tool, da solo, non aiutava a distinguere le due cose.
05A chi interessa davvero e gli errori più comuni
Interessa soprattutto a chi prende decisioni su un report: il titolare che valuta l'agenzia dal grafico delle posizioni e l'agenzia che vende "parole chiave in top 10" come indicatore principale. Settembre 2026, con uno spam update vero e un errore di misura sovrapposti, è il caso peggiore.
Gli errori che vediamo di più:
- Leggere un solo giornoUn report con la fotografia del 30 settembre confrontata con quella del 31 agosto cattura in pieno un periodo anomalo. Meglio medie settimanali o tendenze su più settimane.
- Fidarsi della mediaLa posizione media dell'intero sito mescola query di brand, query generiche e query in decima pagina. Va sempre filtrata per query o per pagina.
- Leggere i concorrentiLe SERP avvelenate falsano anche le analisi della concorrenza: Reddit e Facebook sembrano guadagnare terreno, e un concorrente può sembrare crollato quando non lo è. Un "nuovo concorrente" che compare un solo giorno non è un concorrente.
- Intervenire subitoRiscrivere titoli e testi per un calo che poi si rivela un errore di misura spreca lavoro e rischia di peggiorare pagine che funzionavano.
06Che posizione hai se compari in un AI Overview? E su ChatGPT e Gemini?
La ricerca generativa rende il "posizionamento" ancora meno lineare. In Search Console un AI Overview conta come una sola posizione: se sei citato al suo interno, la tua posizione è quella del riquadro, non l'ordine in cui compari tra le fonti. La guida di Google precisa anche che i dati degli esperimenti di Search Labs non sono inclusi. Un tool che non rileva gli AI Overview, invece, può darti in sesta posizione quando sei la prima fonte citata nel riassunto in cima alla pagina.
L'avvelenamento tocca anche questo. Nello studio di Nozzle, le fonti degli AI Overview restano le stesse della rilevazione precedente nel 42,3% dei casi nelle SERP avvelenate, contro il 68,8% normale. Chi monitora le citazioni negli AI Overview con strumenti che interrogano Google in automatico deve quindi applicare la stessa cautela: una fonte che sparisce per un giorno non è una citazione persa.
Per ChatGPT, Gemini, Claude e Perplexity non esiste una classifica stabile: la stessa domanda può produrre risposte diverse, con fonti diverse, anche a poca distanza di tempo. Gli strumenti di "prompt tracking" hanno quindi lo stesso limite dei rank tracker, amplificato: una singola rilevazione è un campione, non una misura. Per questo usiamo test ripetuti con una controprova, come abbiamo descritto parlando di come farsi consigliare da ChatGPT. È il lavoro che facciamo nel servizio di GEO.
07Cosa ne pensiamo
Il rank tracker resta uno strumento utile: segue i concorrenti, che in Search Console non vedi, mostra le funzionalità della SERP e aiuta a notare presto una tendenza. Ma non va usato come fonte di verità, e l'episodio di settembre lo rende evidente. Uno strumento che vive di dati che il fornitore originale considera una violazione delle proprie norme avrà altri momenti come questo. Le SERP avvelenate, secondo noi, cambiano il problema: un blocco si vede, un dato falso no. Se l'interpretazione di Nozzle è corretta, è ragionevole aspettarsi che duri, perché lo stesso meccanismo serve a Google contro chi raccoglie i risultati per l'IA.
La nostra regola è semplice: nessun intervento sul sito parte da un dato del rank tracker che Search Console non conferma. E a chi riceve un report da un'agenzia, noi compresi, consigliamo di fare tre domande: da dove vengono le posizioni, come vengono riconosciute e scartate le SERP avvelenate, e se il report riporta anche impressioni e clic di Search Console accanto alle posizioni. Se manca il terzo elemento, il report non dice come sta andando il sito. Una consulenza SEO seria parte dai dati di Google, e usa i tool per quello che sanno fare bene.
→In sintesi
Da settembre 2026 Google serve a una parte delle ricerche automatiche SERP avvelenate: pagine normali con i siti sostituiti, che fanno registrare ai rank tracker cali inesistenti per uno o due giorni. Per la verifica del posizionamento su Google la fonte affidabile è Search Console: query esatta, paese, dispositivo, confronto tra periodi uguali. Se impressioni e clic reggono, il calo è del tool. Se scendono per più di una settimana, il calo è vero e va diagnosticato prima di toccare il sito.
FAQDomande frequenti
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→Cos'è una SERP avvelenata?
È una pagina di risultati che Google restituisce a uno strumento automatico con i siti organici sostituiti da altri, senza errori né captcha. Secondo lo studio di Nozzle, da settembre 2026 riguarda in media l'8% delle ricerche dei rank tracker e di solito si risolve entro due o tre giorni.
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→Come vedo gratis la posizione del mio sito su Google?
Con Google Search Console, che è gratuito: nel rapporto Prestazioni filtri la query che ti interessa e leggi la posizione media insieme a impressioni e clic. È il dato basato sulle ricerche reali. Le ricerche manuali e i tool gratuiti danno una singola fotografia, utile al massimo come indizio.
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→Perché la posizione in Search Console è diversa da quella del rank tracker?
Perché misurano cose diverse. Search Console calcola la media della posizione più alta del tuo sito su tutte le ricerche reali, da ogni luogo e dispositivo. Il rank tracker registra una singola ricerca simulata da un punto preciso. Una differenza di qualche posizione è normale; un crollo che Search Console non vede è quasi sempre un errore di rilevazione.
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→Cercare in incognito mostra la posizione reale su Google?
No. L'incognito evita che Google usi la tua cronologia, ma i risultati restano personalizzati per luogo, lingua e dispositivo. Per le ricerche locali la distanza da chi cerca pesa molto, quindi la tua ricerca dall'ufficio non rappresenta quella dei clienti in altri comuni.
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→Ogni quanto conviene controllare il posizionamento?
Per una PMI basta un controllo settimanale delle query che portano contatti, guardando la tendenza su più settimane. Il controllo quotidiano serve solo durante una migrazione o subito dopo un aggiornamento di Google, e anche lì le decisioni si prendono sui dati di almeno una settimana.
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→Usare un rank tracker può penalizzare il mio sito?
Google non ha mai indicato penalizzazioni per i siti monitorati: la norma sul traffico generato automaticamente riguarda chi invia le ricerche, cioè il fornitore dello strumento. Il rischio concreto per te è prendere decisioni su dati sbagliati.
↗Fonti
- GoogleGuida di Search Console: cosa sono impressioni, posizione e clic
- GoogleNorme antispam per la Ricerca Google: traffico generato automaticamente
- GoogleHow to improve your local ranking on Google
- NozzlePoisoned Google SERPs (10 ottobre 2026)
- SERSearch Engine Roundtable: Third-Party Google Rank Tracking Struggling Now (12 ottobre 2026)
- MorningscoreGoogle gave rank trackers truncated results for a week
- SISTRIXSISTRIX Status: Google data collection at reduced rate
- SEOmonitorWhat's behind the ranking changes since September 26
- Search Engine LandGoogle Search confirms it does not support the results per page parameter
- Search Engine JournalGoogle Completes September 2026 Spam Update After Nearly 14 Days