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Indicizzare il sito su ChatGPT: non c'è un modulo, c'è una porta da lasciare aperta

Cloudflare e OpenAI scrivono che un pilota avviato a luglio ha aiutato OpenAI a scoprire e indicizzare centinaia di milioni di pagine nuove. Per un'impresa la domanda pratica è un'altra: il bot di ricerca di OpenAI riesce a leggere il tuo sito, o qualcosa lo ferma prima?

Molti titolari cercano come indicizzare il sito su ChatGPT aspettandosi una procedura simile a Search Console: un account, una sitemap da inviare, un pulsante. OpenAI non offre niente del genere. La sua documentazione dice che qualsiasi sito pubblico può comparire nella ricerca di ChatGPT, a una condizione tecnica precisa: il suo crawler deve poterlo leggere. Il 15 ottobre Cloudflare e OpenAI hanno pubblicato i primi risultati di un progetto che aiuta il crawler di OpenAI a trovare pagine nuove. Qui spieghiamo cosa cambia, quali bot lasciare passare e come controllare in sette passi che il tuo sito non sia escluso senza che tu lo sappia.

La risposta breve

Non esiste un modo per inviare il sito a ChatGPT. Per comparire nelle risposte con ricerca, OpenAI chiede che il suo crawler OAI-SearchBot possa accedere alle pagine. In pratica significa permetterlo in robots.txt e verificare che firewall o CDN non lo respingano. Bloccare GPTBot riguarda solo l'addestramento. Essere indicizzati non garantisce di essere citati.

01Si può indicizzare il sito su ChatGPT? Come trova le pagine

Con la ricerca web attiva, ChatGPT riscrive la domanda in una o più ricerche (il query fan-out, cioè la scomposizione di una domanda in più ricerche), raccoglie pagine candidate e sceglie quali citare: lo mostra lo studio di ottobre descritto nel nostro articolo sulle citazioni di ChatGPT. Le candidate arrivano da un indice. Nelle FAQ per editori e sviluppatori OpenAI scrive che «any public website can appear in ChatGPT search» e che, per entrare in sommari e snippet, i contenuti devono essere accessibili a OAI-SearchBot, il crawler di ricerca dell'azienda. Le stesse FAQ citano anche un «third-party search provider», un fornitore di ricerca esterno di cui OpenAI non fa il nome.

Da qui discendono tre livelli di presenza, che spesso vengono confusi:

Nella documentazione per gli editori OpenAI non descrive fattori di posizionamento, non prevede un invio del sito o della sitemap e non offre un rapporto per i siti paragonabile a Search Console o Bing Webmaster Tools. Il lavoro tecnico sull'indicizzazione serve a non restare al primo livello per un errore di configurazione.

02Cosa cambia con il pilota Cloudflare e OpenAI

Il post pubblicato il 15 ottobre 2026, firmato da due persone di Cloudflare e due di OpenAI, racconta un progetto di ricerca avviato a luglio. Cloudflare passa al crawler di OpenAI segnali sulle pagine; OpenAI poi le valuta e le ordina con criteri propri.

Il post non dice quali siti facciano parte del gruppo né come si entri o si esca dal pilota. Per una PMI il punto utile è il meccanismo. È probabile che il crawler di OpenAI, con un indice molto più recente di quello di Google, debba scegliere con attenzione cosa scansionare: il post dice infatti che i segnali servono a fargli saltare redirect, duplicati e indirizzi inesistenti. È lo stesso principio del crawl budget di Google (quante pagine un motore è disposto a scansionare su un sito): un sito con migliaia di URL inutili (filtri, parametri, vecchie pagine reindirizzate in catena) rende più difficile trovare le pagine che contano. La deduzione è nostra, ma deriva direttamente da quello che il post dice di filtrare.

Un segnale di Cloudflare aiuta il crawler a trovare la pagina, ma non gli dà il permesso di leggerla: quello resta a robots.txt, firewall e CDN.

03OAI-SearchBot, GPTBot e ChatGPT-User: quale bot lasciare passare

L'errore più frequente nasce dal trattare "i bot dell'IA" come un blocco unico. OpenAI, Anthropic e Perplexity separano invece il crawler che costruisce l'indice di ricerca, il visitatore che apre una pagina su richiesta di un utente e, nel caso di OpenAI e Anthropic, il crawler per l'addestramento. Ecco cosa dichiarano nelle rispettive documentazioni:

La conseguenza pratica: puoi escludere i tuoi contenuti dall'addestramento senza sparire dalla ricerca, bloccando GPTBot e ClaudeBot e lasciando aperti OAI-SearchBot, Claude-SearchBot e PerplexityBot. Il contrario, bloccare tutto "per proteggersi", su ChatGPT ti porta al livello dei soli link; su Claude e Perplexity riduce o elimina la presenza nelle loro ricerche. Per Google il discorso è diverso, perché le funzioni IA della ricerca usano Googlebot: ne abbiamo parlato nell'articolo su come escludere il sito da AI Overview.

04Come indicizzare il sito su ChatGPT: il controllo in 7 passi

Il primo e l'ultimo passo li può fare il titolare. Gli altri richiedono accesso al pannello del sito, all'hosting o alla CDN, quindi di solito il fornitore. Per la nostra esperienza, su un sito aziendale normale è questione di qualche ora di lavoro del fornitore; di più se i log non sono già raccolti o se nessuno ha accesso alla CDN.

Uno scenario tipico. Prendiamo un'impresa di impianti termoidraulici di Seriate il cui fornitore, due anni fa, ha aggiunto al firewall una regola che respinge "i bot dell'IA" in blocco, per sicurezza. Il robots.txt è aperto e il titolare non vede problemi. Nei log però OAI-SearchBot riceve solo errori 403: il blocco è nel firewall, non nel file. In questo caso intervenire sui testi non cambia nulla. Si corregge la regola: permettere i crawler di ricerca, lasciare bloccati quelli per l'addestramento se si preferisce, e ricontrollare i log dopo qualche giorno.

05Gli errori più comuni su ChatGPT e indicizzazione

Tra i primi risultati in italiano per questa ricerca ci sono traduzioni di guide di agenzie e plugin e articoli del 2024, scritti al lancio di ChatGPT Search. Ripetono alcune semplificazioni che vale la pena correggere:

06Quanto pesa ChatGPT rispetto a Google per una PMI

Il 21 ottobre Search Engine Land ha riportato un'analisi di Marie Haynes su 100 siti e 12 mesi di dati GA4, oltre 145 milioni di sessioni: le sessioni da ChatGPT erano pari allo 0,62% di quelle da Google organico (0,73% contando anche gli altri modelli). Sui 55 siti che tracciano le conversioni, i visitatori da ChatGPT convertivano al 13,8% contro il 3,02% di Google, ma Google ha comunque generato 27 volte le conversioni di tutti i modelli insieme. Haynes definisce la GEO «a distraction».

Due cautele. Search Engine Land nota che l'analisi non indica settori, date precise e definizione di conversione. E GA4 sottostima il traffico da ChatGPT, perché parte dei clic arriva senza referrer, come spiegato nell'articolo sul traffico ChatGPT in Google Analytics. Nel campione di Haynes l'ordine di grandezza è chiaro, e corrisponde a quello che vediamo nei siti delle PMI su cui lavoriamo: Google porta molti più contatti.

Questo rafforza il discorso sull'indicizzazione, non lo indebolisce. Lasciare aperto OAI-SearchBot e sistemare gli URL inutili è un lavoro limitato che serve anche a Google. Sono gli interventi editoriali pensati solo per ChatGPT che vanno valutati con questi numeri in mente. Per AI Overview e AI Mode, invece, contano Googlebot e l'indice di Google.

07Cosa ne pensiamo

Nel nostro lavoro di SEO tecnico vediamo spesso siti che si sono esclusi da soli dalla ricerca generativa: un'opzione della CDN attivata anni fa, un plugin di sicurezza, un robots.txt copiato da un modello. Sono problemi che nessuna strategia di contenuti risolve e che si correggono in fretta una volta trovati. Per questo, quando un'impresa ci chiede di farsi citare dai motori generativi, il primo controllo è l'accesso dei bot, prima di scrivere una riga di testo.

Sul pilota Cloudflare la nostra lettura è prudente. È un segnale che OpenAI vuole un indice più ampio e più pulito, ma riguarda l'1% della rete Cloudflare e non dà ai titolari niente da attivare. Sconsigliamo invece di pagare servizi che promettono di "inviare" il sito a ChatGPT, perché quel canale non risulta nella documentazione di OpenAI. Bloccare GPTBot e ClaudeBot è una scelta di principio sull'uso dei contenuti, senza effetti documentati sulla ricerca: per un sito di servizi di solito c'è poco da proteggere, per chi pubblica contenuti originali di valore può avere senso. L'errore da evitare è il blocco generalizzato, nel firewall o per categoria su Cloudflare, senza sapere quali bot colpisce.

→In sintesi

Non si può inviare un sito a ChatGPT: si può solo evitare di bloccarlo. Permetti OAI-SearchBot in robots.txt e nel firewall, verifica nei log che riceva risposte 200, tieni il testo nell'HTML e riduci gli URL inutili. GPTBot riguarda l'addestramento e si può bloccare a parte. Essere indicizzati è la condizione per essere citati, non una garanzia.

FAQDomande frequenti sull'indicizzazione in ChatGPT

↗Fonti

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