Per anni la scelta del formato immagini per il sito web si è ridotta a WebP o AVIF. Ora c'è anche JPEG XL: dal 6 ottobre Chrome 155 lo mostra a tutti senza impostazioni particolari e dal 13 ottobre Firefox 158 fa lo stesso. Ma il 15 ottobre John Mueller di Google ha ricordato che Google Immagini e le anteprime di Discover non lo supportano. Qui trovi quale formato usare per ogni tipo di immagine, come lo vede Google e come cambiare senza perdere visibilità.
Per un sito aziendale oggi la scelta più sicura è AVIF o WebP, con un JPEG o PNG di riserva dove serve. JPEG XL lo leggono Chrome, Firefox e Safari, ma Google Immagini e Discover non lo supportano: se lo usi, mettilo dentro l'elemento <picture> e lascia nell'attributo src e nell'immagine di anteprima un formato che Google indicizza.
01Cosa è cambiato a ottobre con JPEG XL
JPEG XL (estensione .jxl) è un formato standardizzato pochi anni fa che comprime le foto meglio del JPEG, gestisce anche la compressione senza perdita di qualità. Chrome lo aveva provato solo come funzione sperimentale e poi l'aveva tolto nel 2023; ora lo attiva per tutti, con un decoder scritto in Rust (jxl-rs). Nel post "Shipping JPEG XL in Chrome" del 6 ottobre scrive che il formato offre una compressione «30-50% better» del JPEG e consiglia agli sviluppatori di provare sia AVIF sia JPEG XL. Il quadro dei browser, a oggi:
- ChromeSupporto attivo da Chrome 155, distribuito su larga scala dal 6 ottobre 2026.
- FirefoxAttivo di serie da Firefox 158, disponibile dal 13 ottobre 2026.
- SafariLo supporta dalla versione 17, uscita nel 2023.
- EdgeNessuna versione con supporto, secondo webstatus.dev citato da Search Engine Journal.
La frase di Mueller, pubblicata su Bluesky e ripresa da Search Engine Journal il 21 ottobre e da Search Engine Roundtable il 23, è netta: per le immagini in Google Immagini e le anteprime in Discover, «JPEG-XL is currently not supported». La guida di Google sulla SEO delle immagini elenca sette formati supportati nell'attributo src: BMP, GIF, JPEG, PNG, WebP, SVG e AVIF. Glenn Gabe, come riporta Search Engine Roundtable, ha notato che una ricerca per tipo di file .jxl restituisce qualche risultato, mescolato però ad altri formati: non è un supporto su cui costruire.
Nessuno a Google ha dato una data. Come ricorda Search Engine Journal, per AVIF passarono circa quattro anni tra l'arrivo in Chrome (2020) e il supporto in Google Search (agosto 2024): un precedente, non una previsione.
02Il formato delle immagini influisce sulla SEO?
Lo stesso file ha due destinatari. Il browser del visitatore vuole il file più leggero che sa leggere, perché il peso incide sulla velocità. Google deve poter elaborare l'immagine per mostrarla in Google Immagini, in Discover o nei risultati con miniatura. Un formato può andare bene al primo ed essere invisibile per il secondo: è il caso di JPEG XL oggi.
Il meccanismo che permette di accontentarli entrambi è l'elemento <picture>: contiene più sorgenti (<source>) e un normale <img> finale. Il browser sceglie la prima sorgente che sa leggere; Google, secondo la sua documentazione, trova le immagini nell'attributo src dell'elemento <img> anche quando è dentro un <picture>. Quando Barry Pollard, del team Chrome, gli ha chiesto se il ripiego funziona, Mueller ha risposto: «The picture element includes an img element, so that would work for any search engine». Tre conseguenze pratiche:
- Niente CSS«Google doesn't index CSS images», scrive la guida: un'immagine messa come sfondo con
background-imagenon entra in Google Immagini, qualunque sia il formato. - URL nuovo = immagine nuovaMueller lo spiegava già nel 2019, come riportato da Search Engine Journal: se cambi l'URL di un'immagine, Google la tratta come nuova e deve rielaborarla. E le immagini vengono scansionate meno spesso delle pagine, perché cambiano poco.
- Anteprima a partePer Discover Google consiglia di indicare l'immagine principale in
og:imageo nei dati strutturati; per l'anteprima grande la documentazione di Discover chiede immagini larghe almeno 1200 px e l'impostazionemax-image-preview:large.
Sul posizionamento, chiariamo l'equivoco più diffuso nelle guide italiane: Google non ha mai indicato il formato come fattore di ranking e nessuna sua documentazione lo tratta così. Conta in modo indiretto, perché pesa sui tempi di caricamento e quindi sul Largest Contentful Paint (LCP, il tempo in cui compare l'elemento più grande della pagina, spesso proprio un'immagine). Secondo web.dev un buon LCP è entro 2,5 secondi per il 75% delle visite. Ne parliamo in dettaglio nella guida ai Core Web Vitals. Passare da WebP ad AVIF o a JPEG XL riduce il peso dei file, ma se la pagina è lenta per altri motivi (server, script, immagine principale caricata in ritardo) il cambio di formato non la rende veloce.
03AVIF o WebP? Quale formato immagini usare sul sito web, caso per caso
Questo è il criterio che usiamo. Per Google conta sempre il formato nell'<img src>: lì deve esserci uno dei sette formati supportati. AVIF e WebP sono entrambi supportati: AVIF di solito pesa meno a parità di qualità, WebP è più semplice da gestire; conviene quello che il CMS genera in modo affidabile.
- Foto di prodotti e ambientiAVIF o WebP nell'
src. Se il tuo CMS o il tuo servizio di immagini genera anche JPEG XL, può stare in un<source>prima degli altri. Per un e-commerce o un catalogo sono di solito le immagini che portano visite da Google Immagini, quindi qui l'errore costa di più. - Logo, icone, schemiSVG, che è vettoriale, leggerissimo e supportato.
- Screenshot e grafiche con testoPNG o WebP senza perdita. Il testo dentro l'immagine va però ripetuto nella pagina: il testo HTML è quello che Google e i motori generativi indicizzano e citano in modo affidabile, su quello disegnato non puoi contare.
- Immagine di anteprimaQuella in
og:imagee nei dati strutturati: JPEG, larga almeno 1200 px, in formato orizzontale. Il JPEG è il formato più diffuso, quindi il più sicuro anche fuori da Google. Non metterci il logo. - Foto ad alta fedeltàPortfolio di fotografi, architetti, cantine con foto d'autore: qui JPEG XL ha più senso, perché mantiene un'alta qualità a pesi contenuti e può ricomprimere i JPEG esistenti senza degradarli, ma sempre dentro
<picture>con un JPEG o AVIF nell'src.
Gli errori che troviamo più spesso nelle guide in circolazione: scrivere che Google Immagini non supporta AVIF (era vero fino all'agosto 2024, oggi no); presentare WebP come «fattore di ranking»; consigliare di convertire tutte le immagini del sito in un colpo. Su quest'ultimo punto Mueller, quando Google ha annunciato il supporto AVIF, diceva che non è consigliabile fare cambi di massa alle immagini «alla cieca» (blindly), e che se il cambio di formato modifica nomi o estensioni dei file servono i redirect lato server, come riporta Search Engine Land.
04Come controllare e cambiare formato senza perdere traffico
Prima di toccare qualcosa, serve sapere quanto valgono le immagini per il tuo sito. Ecco come dividiamo il lavoro tra titolare e fornitore.
- 1 · TitolareMisura il traffico dalle immagini. In Search Console apri Prestazioni, poi Tipo di ricerca e scegli "Immagine"; guarda anche il rapporto Discover, se compare. Da settembre, sotto "Web" c'è anche il filtro "Multimodal" (il nome nell'interfaccia italiana può cambiare), che conta i risultati web nati da una ricerca fatta con un'immagine (Google Lens, Cerchia e cerca); non mostra le query, come spiega Search Engine Roundtable. Se questi numeri sono vicini a zero, il formato per te è soprattutto una questione di velocità.
- 2 · FornitoreFai l'inventario di cosa viene servito. Negli strumenti per sviluppatori del browser, scheda Rete, filtro Immagini: per ogni file si vede il tipo. Poi controlla nel codice sorgente tre punti: l'
srcdegli<img>, il tagog:imagee il campoimagedei dati strutturati. - 3 · FornitoreChiarisci cosa fanno plugin e CDN. Alcuni servizi scelgono il formato in automatico in base al browser. Chiedi per iscritto se cominceranno a inviare JPEG XL ai browser che lo leggono, e cosa finisce nell'
srce nell'immagine di anteprima. Se allo stesso URL arrivano formati diversi secondo l'intestazioneAcceptdel browser, la risposta deve contenereVary: Accept, e va controllato cosa riceve un client che non dichiaraimage/jxl(per esempio concurl), non solo cosa vede Chrome 155. - 4 · FornitoreUsa lo schema di ripiego. Dentro
<picture>, un<source type="image/jxl">(facoltativo), poi<source type="image/avif">, infine<img src="foto.webp" alt="…" width="…" height="…">. - 5 · FornitoreSe gli URL cambiano, redirect 301 da ogni vecchio file al nuovo e sitemap delle immagini aggiornata. Meglio partire da una sezione del sito, per esempio il catalogo di una linea di prodotto, che da tutto insieme.
- 6 · FornitoreMisura l'LCP prima e dopo con PageSpeed Insights, guardando i dati reali degli utenti e non solo il test di laboratorio. I dati reali coprono gli ultimi 28 giorni: il confronto ha senso circa un mese dopo il cambio, e solo se la pagina ha abbastanza traffico. Se l'LCP era già buono, il cambio di formato non è una priorità.
- 7 · TitolareRicontrolla dopo qualche settimana le impressioni del tipo di ricerca "Immagine" sulla sezione modificata. Google non dà tempi per la riscansione delle immagini; per la nostra esperienza un controllo a quattro e a otto settimane è un compromesso ragionevole.
Tre scenari tipici. Un negozio di arredamento di Seriate con e-commerce riceve visite da Google Immagini e dalle ricerche fatte fotografando un mobile: per lui l'src deve restare in un formato indicizzato e il cambio va fatto a sezioni, con redirect. Un fotografo di matrimoni in Città Alta vuole il massimo della qualità nel portfolio: JPEG XL nel <source> ha senso, con un JPEG nell'src. Un'azienda meccanica di Dalmine pubblica disegni tecnici e schemi: SVG o PNG, e i dati importanti scritti anche nel testo della scheda prodotto.
05Formati immagine, AI Overview e ricerca visiva
Anche le risposte generative di Google mostrano miniature, come gli articoli correlati in fondo alle risposte di cui abbiamo parlato nell'articolo su come comparire nelle AI Overview, e Search Engine Roundtable ha segnalato il 23 ottobre un test di schede delle fonti con riassunti generati. Google non documenta da dove prenda quelle miniature. È ragionevole presumere che attinga alle immagini che ha già indicizzato: se le tue sono solo in JPEG XL, è probabile che restino fuori anche da lì.
Lo stesso vale per la ricerca visiva. Chi fotografa un prodotto con Google Lens riceve risultati costruiti anche sulle immagini indicizzate; da settembre Search Console misura con il filtro Multimodal i risultati web nati da una ricerca per immagine. Per un'azienda che vende oggetti riconoscibili (arredi, ricambi, abbigliamento) è un canale reale, ed è probabile che un'immagine in un formato non supportato resti fuori anche da qui.
Su ChatGPT, Claude e Perplexity il discorso è diverso: nessuno dei tre documenta i formati immagine letti dai propri crawler, e, per quanto se ne sa, le citazioni si basano sul testo della pagina. Per la visibilità nei motori generativi il formato conta poco; conta che le informazioni non stiano chiuse dentro un'immagine e che il testo alternativo descriva davvero cosa mostra la foto. Su questo lavoriamo nel servizio di ottimizzazione per i motori generativi.
06Cosa ne pensiamo
JPEG XL è un buon formato. Per un sito aziendale della provincia di Bergamo, però, oggi offre un guadagno di peso rispetto ad AVIF che Chrome stesso invita a misurare caso per caso, solo per i visitatori con un browser compatibile, nessun vantaggio su Google e un rischio concreto se un plugin aggiornato in automatico lo mette nell'src. La nostra indicazione: AVIF o WebP con ripiego bastano; JPEG XL solo dentro <picture>, solo dove la qualità dell'immagine è il prodotto, e solo se il CMS lo gestisce senza lavoro a mano. Se e quando Google aggiornerà la lista dei formati supportati, rivalutare sarà semplice.
Nel nostro lavoro di SEO tecnico il guadagno vero sulle immagini arriva quasi sempre da altro: foto da 4000 pixel caricate in uno spazio da 800, la foto principale in lazy-loading o caricata in ritardo, immagini senza dimensioni dichiarate (che fanno saltare il layout). Prima di discutere di formati, conviene sistemare quelle. Se stai pensando di rifare il sito e convertire tutto, metti i redirect delle immagini nel capitolato, come raccontiamo nell'articolo sul calo di traffico dopo la migrazione. Per i nomi dei file vale quanto scritto sugli URL SEO friendly.
→In sintesi
Il formato immagini del sito web deve andare bene a due pubblici: al browser, che vuole file leggeri, e a Google, che indicizza solo i sette formati della sua lista. JPEG XL oggi va usato come sorgente aggiuntiva dentro <picture>, con AVIF, WebP o JPEG nell'src e nell'anteprima, e ogni cambio di URL delle immagini richiede redirect.
FAQDomande frequenti sul formato delle immagini per il sito
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→Google indicizza le immagini JPEG XL?
No, non ufficialmente. Il 15 ottobre 2026 John Mueller ha confermato che JPEG XL non è supportato in Google Immagini né come anteprima in Discover, e la documentazione di Google elenca solo BMP, GIF, JPEG, PNG, WebP, SVG e AVIF. Se usi JPEG XL, inseriscilo in un elemento picture con un formato supportato nell'attributo src.
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→Meglio AVIF o WebP per la SEO?
Per Google sono entrambi supportati, AVIF dall'agosto 2024, in Google Immagini come nelle altre funzioni della Ricerca. AVIF di solito produce file più leggeri a parità di qualità, WebP è più semplice da gestire. Scegli quello che il tuo CMS genera in modo affidabile.
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→Il formato delle immagini influisce sul posizionamento su Google?
Non direttamente: Google non indica il formato tra i fattori di ranking. Influisce sul peso della pagina e quindi sui tempi di caricamento, in particolare sul Largest Contentful Paint, che Google considera buono entro 2,5 secondi. Conta invece molto per la presenza in Google Immagini e Discover, dove un formato non supportato esclude l'immagine.
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→Se converto le immagini in WebP o AVIF devo fare i redirect?
Sì, se cambiano nomi o estensioni dei file. Google tratta un nuovo URL come un'immagine nuova e scansiona le immagini meno spesso delle pagine, quindi senza redirect 301 dai vecchi file ai nuovi la visibilità in Google Immagini può calare finché Google non riscansiona ed elabora i nuovi file, cosa che per le immagini avviene più lentamente. Se il formato cambia ma l'URL resta lo stesso, il redirect non serve.
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→Quale formato usare per l'immagine di anteprima e per Discover?
Un formato supportato da Google, meglio un JPEG per la massima compatibilità, indicato nel tag og:image o nei dati strutturati. Google consiglia per Discover immagini larghe almeno 1200 pixel, in proporzione 16:9, con l'impostazione max-image-preview:large, e chiede di non usare il logo come immagine di anteprima.
↗Fonti
- GoogleGoogle image SEO best practices (formati supportati)
- GoogleGet on Discover (requisiti delle immagini)
- ChromeShipping JPEG XL in Chrome (6 ottobre 2026)
- web.devLargest Contentful Paint (LCP)
- SEJGoogle Images And Discover Previews Don't Support JPEG XL (21 ottobre 2026)
- SERJPEG XL Image Format Not Supported By Google Images & Google Discover (23 ottobre 2026)
- SERMultimodal Search Type Filter In Google Search Console Performance Report (24 settembre 2026)
- SELGoogle Search now supports AVIF file formats (agosto 2024)
- SEJGoogle: Changing Image URLs Will Affect Rankings in Image Search (gennaio 2019)